Movida: serve una migliore convivenza tra residenti, gestori e clienti dei locali

n. 14Quando si parla di movida si intrecciano due interessi diversi e, di fatto, opposti: il diritto al divertimento da parte di tutti e il diritto al riposo, che comunque va sempre garantito anche a chi abita dove la densità di locali notturni è più alta. In alcune zone della città si arriva a parlare di mala-movida, perché la voglia di svago spesso sconfina nell’eccesso, per colpa soprattutto dell’uso smodato di alcool, a cui si aggiungono pessime pratiche come la mancanza di parcheggi, la mobilità incerta, gli scarsi controlli di sicurezza.

La mia proposta è quella di incentivare gli imprenditori di questo settore ad aprire anche in aree attualmente poco frequentate, dove la qualità di vita dei residenti non venga troppo compromessa. Lo stesso centro di Milano, intorno a piazza Duomo per esempio, la sera è di fatto deserto. Essendo una zona ricca di uffici, e meno residenziale, si potrebbe sfruttare questa opportunità. Lo stesso vale per aree più periferiche, dove ci sono grandi spazi a disposizione. Tra l’altro il divertimento, se controllato nelle sue modalità, porta anche una maggiore sicurezza per i cittadini. Una distribuzione diffusa della movida è un ulteriore modo per rivitalizzare e riqualificare quartieri abbandonati

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